lunedì 6 ottobre 2014

Non posso vivere nè con te, nè senza di te...



Szeretlek, maite zaitut, te iubesc, volim te, Jeg elsker dig, I love you, S'ayapo, Je t'aime, lubim ta, Kimi o ai shiteru, miluji te, Ik hou van jou, minä rakastan sinua, Te amo, Mahal kita, Ya tybyà lyublyu, kocham cie, amo-te, Seni seviyorum, Jag aelskar dig, Te amo, Ich liebe dich, amo você, Jeg elsker deg, Taim i' ngra leat, te dua


Ti sto cercando Ispirazione.. Ma ho paura.

Dove sei? Cosa sei? Da dove vieni? Cosa ti muove? Perché ti desidero così ardentemente?

Ho paura di non trovarti, di non assaporarti nella tua pienezza, di non coglierti nella tua essenza..

Si sa’, la paura nasce quando si ama, quando si desidera .. Paura di non trovare ciò per cui viviamo.. paura di non avere una grande rivelazione

Sono le anime perse che ti cercano, che bramano la tua forza, la tua luce.

Ora, ti supplico, rivelati, vieni a me!

Era più facile per gli Antichi, ti trovavano in una Musa, sapevano dove cercarti..

Era più facile per i poeti, ti trovavano a volte in un sentimento dilagante, altre in un fiero ideale..

Oggi il vuoto. Cosmico, esistenziale, freddo, prevedibile; un vuoto che profuma di morte.

Ma non mi arrendo, non posso, sei la mia sola ragione di vita! Solo arrivando a te potrò rivitalizzare la mia esistenza..

Quante esistenze senza vita, senza passione, senza poesia, senza luce..

La scienza, il positivismo, la tecnologia ti hanno dispersa, ma io sono sicuro che non sei scomparsa, sei nascosta in un luogo misterioso, come il più incantevole degli affreschi che attende di venire alla luce.

D’un tratto percepisco la tua presenza, filtra da una fessura un flebile raggio della tua immane luce.. posso sentirti, immaginarti, forse solo sognarti.. Ecco dove sei!! Nel mio desiderio.

Nasci dal caos, come le stelle, come l’araba fenice risorgi dalle ceneri della materia quando tutto intorno sembra morto.. Non morirai mai, tu sei la vita.. tu sei Dio, sei la forza creatrice!!

D’un tratto godo della mia paura, della mia confusione, inizio ad adorarla.. in essa c’è un desiderio di cambiamento, di rinascita, di una nuova vita!! In essa c’è la tua ricerca..  in essa ci sei tu, mia Ispirazione!

In principio non era il verbo, ma eri tu, sublime Ispirazione, madre di ogni cosa, di ogni disegno, di ogni ordine prestabilito; un ordine che non sarà mai legge, non sarà mai prevedibile: esso potrebbe in ogni momento tornare al caos, da dove lo hai generato.

Questa è la tua grandezza, questa è la nostra speranza..

Ti trovi nascosta dentro il pianto disperato di coloro che ti cercano,  sei un canto d’amore rivolto al cielo per affermare la speranza; ti trova solo chi ti cerca ed è convinto di non averti mai trovata..

Guarda Michelangelo, lui non era soddisfatto perché il suo David non parlava! Ma tu eri lì..

Guarda i Led Zeppelin, per mesi si sono ritirati in un bosco, ma alla fine del loro capolavoro hanno rimandato il tuo incontro ad un altro momento, quando tutto diventerà uno e uno diventerà tutto..

E la notte stellata di Van Gogh?! Non c’era forse un meraviglioso caos nella straripante forza creatrice di quella tela?

Si, tu sei desiderio di te stessa.. sei l’ordine nel caos e il caos nell’ordine!

Spero di non smettere mai di cercarti e di non trovarti mai…

giovedì 2 ottobre 2014

I giustizieri di "Dio"

Il rischio di tradire lo spirito del blog e con esso, il mio nuovo spirito, e' elevato, tuttavia solo con la scrittura posso lenire il profondo disagio che provo dinnanzi al neonato Califfato Islamico.
Nessuna intenzione  di approfondire il discorso dal punto di vista politico o ideologico, ma solo alcune considerazioni, passatemi il termine, di stampo umanistico. I miei turbamenti si sono scatenati durante la visione di un Report esclusivo trasmesso da Sky nel quale la troupe televisiva, su invito dei membri stessi dell'ISIS, ha documentato fedelmente gli ideali, i valori e lo stile di vita che animano il Califfato.
Ne è' uscito un quadro agghiacciante: meschini dispensatori di morte crocifiggono, sgozzano, frustano, iniziano migliaia di bambini all'arte delle guerra in nome di Dio!!!!Essi si vantano, fino a commuoversi, per il loro divin giustizialismo, si considerano i boia eletti di un Dio senza pietà che anticipa il giudizio sulla terra e delega la propria vendetta.. Come può la gente non indignarsi dinnanzi ad un simile orrore? Tali atrocità vengono sbattute in televisione e giudicate da alcune persone parimenti ad un qualsiasi omicidio riportato nella notizia immediatamente successiva dal Telegiornale!
L'opinione pubblica non vede l'aspetto più inquietante: queste persone provano godimento, una sorta di sadismo, di fronte alla morte, amano uccidere in nome di Dio, adorano punire le debolezze umane, cercano in ogni modo di pubblicizzare le loro terribili azioni. Almeno i nazisti nascondevano l'esistenza dei campi di concentramento, il loro negazionismo era indice di un barlume di etica e forse di vergogna nei loro cuori; viceversa, nella storia, troppe volte la bandiera del male e' stata sbandierata sotto le false insegne del bene ogniqualvolta si è' combattuto in nome di Dio.. ma quale Dio? Un Dio vendicatore che educa i bambini all'odio ed alla violenza? Un Dio oscurantista che pretende la distruzione di antichissimi reperti archeologici o l'incendio della Biblioteca di Alessandria d'Egitto, la più grande fonte di sapere dell'antichità'?
Mi turba particolarmente il pensiero che alcune persone vedano in tutto questo un ritrovato idealismo, un nuovo eroismo, che che godano della sensazione che il consumismo ed il materialismo non abbiano del tutto infettato il mondo, che taluni possano giudicare con sopita ammirazione questi assassini come l'ultimo baluardo spirituale di un mondo dominato dalle logiche del Dio denaro: non è' infatti con la distruzione e la morte che si contribuisce alla ricostruzione di uno spirito creativo che illumini la nostra umanità, che si apra un pertugio e si costruisca una propria identità nella storia.
Desidero chiudere questa argomentazione riportando un breve passo tratto dall'opera "Così parlo' Zarathustra" scritta da colui che probabilmente fu il più grande teorizzatore dello spirito dionisiaco-costruttivo-creativo, il filosofo Friedrich Nietzsche:

"Dei predicatori di morte"

 "[...]Non sono neppure diventati uomini, questi esseri spaventosi: che predichino il distacco dalla vita e ci vadano loro nell'altra!
Qui ci sono i tisici dell'anima: non sono ancora nati che già cominciano a morire e hanno desiderio di insegnamenti, di stanchezza e di rinuncia" [...] "Incontrano un malato, un vecchio o un cadavere; e subito dicono "la vita e' corruzione!" Ma solo loro sono corrotti e il loro occhio che vede solo un volto dell'esistenza". [...]