Il rischio di tradire lo spirito del blog e con esso, il mio nuovo spirito, e' elevato, tuttavia solo con la scrittura posso lenire il profondo disagio che provo dinnanzi al neonato Califfato Islamico.
Nessuna intenzione di approfondire il discorso dal punto di vista politico o ideologico, ma solo alcune considerazioni, passatemi il termine, di stampo umanistico. I miei turbamenti si sono scatenati durante la visione di un Report esclusivo trasmesso da Sky nel quale la troupe televisiva, su invito dei membri stessi dell'ISIS, ha documentato fedelmente gli ideali, i valori e lo stile di vita che animano il Califfato.
Ne è' uscito un quadro agghiacciante: meschini dispensatori di morte crocifiggono, sgozzano, frustano, iniziano migliaia di bambini all'arte delle guerra in nome di Dio!!!!Essi si vantano, fino a commuoversi, per il loro divin giustizialismo, si considerano i boia eletti di un Dio senza pietà che anticipa il giudizio sulla terra e delega la propria vendetta.. Come può la gente non indignarsi dinnanzi ad un simile orrore? Tali atrocità vengono sbattute in televisione e giudicate da alcune persone parimenti ad un qualsiasi omicidio riportato nella notizia immediatamente successiva dal Telegiornale!
L'opinione pubblica non vede l'aspetto più inquietante: queste persone provano godimento, una sorta di sadismo, di fronte alla morte, amano uccidere in nome di Dio, adorano punire le debolezze umane, cercano in ogni modo di pubblicizzare le loro terribili azioni. Almeno i nazisti nascondevano l'esistenza dei campi di concentramento, il loro negazionismo era indice di un barlume di etica e forse di vergogna nei loro cuori; viceversa, nella storia, troppe volte la bandiera del male e' stata sbandierata sotto le false insegne del bene ogniqualvolta si è' combattuto in nome di Dio.. ma quale Dio? Un Dio vendicatore che educa i bambini all'odio ed alla violenza? Un Dio oscurantista che pretende la distruzione di antichissimi reperti archeologici o l'incendio della Biblioteca di Alessandria d'Egitto, la più grande fonte di sapere dell'antichità'?
Mi turba particolarmente il pensiero che alcune persone vedano in tutto questo un ritrovato idealismo, un nuovo eroismo, che che godano della sensazione che il consumismo ed il materialismo non abbiano del tutto infettato il mondo, che taluni possano giudicare con sopita ammirazione questi assassini come l'ultimo baluardo spirituale di un mondo dominato dalle logiche del Dio denaro: non è' infatti con la distruzione e la morte che si contribuisce alla ricostruzione di uno spirito creativo che illumini la nostra umanità, che si apra un pertugio e si costruisca una propria identità nella storia.
Desidero chiudere questa argomentazione riportando un breve passo tratto dall'opera "Così parlo' Zarathustra" scritta da colui che probabilmente fu il più grande teorizzatore dello spirito dionisiaco-costruttivo-creativo, il filosofo Friedrich Nietzsche:
"Dei predicatori di morte"
"[...]Non sono neppure diventati uomini, questi esseri spaventosi: che predichino il distacco dalla vita e ci vadano loro nell'altra!
Qui ci sono i tisici dell'anima: non sono ancora nati che già cominciano a morire e hanno desiderio di insegnamenti, di stanchezza e di rinuncia" [...] "Incontrano un malato, un vecchio o un cadavere; e subito dicono "la vita e' corruzione!" Ma solo loro sono corrotti e il loro occhio che vede solo un volto dell'esistenza". [...]
Nessun commento:
Posta un commento